Santuario Maria SS. Incoronata
Torchiati di Montoro Superiore
Introduzione
L’Irpinia come anche la Valle dell’ Irno, nonché l’area dell’Agro Sarnese Nocerino sono zone rinomate per i propri culti popolari e folkloristici. Sul piano religioso vengono ad esse ricondotti luoghi religiosi di alto rilievo e conoscenza; ad essi sono legati riti e tradizioni varie. Ricordiamo in Irpinia il rinomato Santuario di Montevergine la cui storia è legata a secoli di dominazioni della nostra regione, Normanni e Borboni tra i primi; troviamo in quel di Pagani il culto e la devozione legata alla Madonna delle Galline; nel nocerino la venerazione di Maria SS. di Materdomini. Ma c’è da individuare tra questi Santuari Mariani, al tempo Regio Santuario, il Santuario intitolato a Maria SS. Incoronata, in quel di Montoro. Rinomato Santuario che volge il materno sguardo della Vergine dall’alto di un monte ( Monte Incoronata per l’appunto) non alto più di 500 metri sul livello del mare. Conosciuto e ricercato dalle popolazione dell’intera Valle dell’Irno, Irpinia ed Agro Sarnese Nocerino, sia per la devozione mariana, bensì anche per lo spirito popolare legato a tradizioni, eventi folkloristici. Insomma un mix di sacro e popolano! Un binomio forte, contestato, ma pur sempre ricercato. Caratteristici sono gli eventi legati a questo Santuario. Da sempre meta di numerosi pellegrinaggi, ritiri dalle zone sopra citate, nonché oltre provincia e regione. Culto e devozione legati anche e soprattutto agli eventi miracolistici attribuiti alla sacra effige della Vergine Maria, gelosamente custodita e preziosamente venerata all’interno del Santuario.
Cenni storici
Le sue origini sono ignote. Certamente esisteva già nella seconda metà del secolo VIII,tra le tenebre dell’Alto Medio Evo,durante il Principato di Arechi II. Costui fu il fondatore dell’Abbazia di San Pietro in Corte in Salerno dalla quale,stando a documenti storici della Chiesa,dipendeva il suddetto Santuario in qualità di Grancia. Come l’intero territorio campano era oggetto di successione tra i potenti la stessa sorte toccò al Santuario .
Nel 1309 è ricordata come la Chiesa di Santa Maria de Coronato,quale Chiesa rurale, era retta dal sacerdote Giovanni del Giudice,nominato a sua volta dall’Abate dell’Abbazia di San Pietro in Corte. Nel 1495 fu donato dal Re Alfonso d’Aragona al nipote Cardinale Luigi. Durante il secolo ‘500 esso fu oggetto di numerosi passaggi di proprietà,tutti videro come protagonista una famiglia d’origine napoletana, i Mormile. Nel 1529 l’Imperatore Carlo V,successore di Ferdinando il Cattolico, conferma con diploma emesso il primo marzo l’assegnazione alla sopra citata famiglia Mormile. Nel 1531 il capostipite della famiglia destinò tutto alla figlia Laura,che prendeva in sposo il Duca di Montecalvo, Federico Pignatelli. Bisogna ricordare quanto in questo secolo sia stato importante il Santuario per la popolazione di Torchiati,la quale agli inizi del secolo (1505) fu colpita da una tragica alluvione,che provocò numerose vittime e sterminò gran parte dell’intero bestiame,fonte vitale di sussistenza,viste le caratteristiche forme di vita e cultura contadine. Il Santuario era il fulcro per gli abitanti del villaggio di Torchiati. Quest’ultimo possedeva un forno che era appunto edificato su al Santuario,e per di più i numerosi ettari di terreno del monte Incoronata erano destinati all’agricoltura, all’allevamento e alla pastorizia. Nel 1689,in piena Guerra del Pane,fu stabilito che l’unico forno funzionante e produttore di pane fosse quello della Chiesa di Santa Maria Incoronata e che non fosse possibile la vendita di pane in altre botteghe se non dopo la messa all’asta e relativa aggiudicazione della bottega sita presso la Chiesa Incoronata.
Alla fine dell’ 800 si ebbe una prima svolta in riguardo alla proprietà della Grancia Incoronata. Nel 1886 la famiglia Pignatelli la vende al Signor Gennaro Mastrangelo. Da questo momento il Santuario è di proprietà della famiglia Mastrangelo, di origini prettamente montoresi, la quale ne governa ogni atto che la riguarda. Essendo a noi più vicino,questo evento è riportato dai nostri stessi nonni. Nei loro ricordi padroneggiano leggende e racconti di miracoli. Nel 1929,con la sottoscrizione dei Patti Lateranensi,concordato tra Santa Sede e Governo d’Italia,venne stabilito che tutti i santuari fossero riconsegnati all’Autorità Religiosa. La famiglia Mastrangelo non fu favorevole a tale disposizione tanto che la loro opposizione si protrasse tramite procedimento giudiziario dal 1932 al 1936,quando fu restituito alla Diocesi di Salerno. L’Arcivescovo di Salerno Nicola Monterisi lo affidò con regolare convenzione,alla custodia dei Frati Minori della provincia religiosa Salernitano-Lucana in data 23 marzo 1941. La convenzione è attualmente in vigore. Come nel 1505 il Santuario dell’Incoronata fu meta d’aiuto per la popolazione,così fu anche negli anni di entrambi i conflitti mondiali. Numerose sono state le famiglie che hanno trovato rifugio presso i locali del Santuario,presso le intercapedini naturali del monte Incoronata,tanti i figli di Torchiati che sono venuti alla luce in quei tragici giorni protetti dalla Madre celeste Maria che da secoli ha rivolto il Suo sguardo materno all’intera valle Montorese.
Ultimo aggiornamento Ago212008

